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Zalone, la D’Amico e Buffon salvano l’anno nuovo
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Zalone, la D’Amico e Buffon salvano l’anno nuovo

Zalone, la D’Amico e Buffon salvano l’anno nuovo Il volgere dell’anno si stava chiudendo proprio male; è accaduto di tutto: Belen è "Coso lì" si sono separati, Balotelli non ha potuto fare cazzate per questioni di salute, alla fotocamera dell’Iphone di Renzi era schioppato il flash, il bancomat della Boschi era andato “sfortunatamente” a infilarsi tra le chiappe dei risparmiatori di Banca Etruria e Alfano è rimasto ministro. Non sono mancate neanche tragedie di second’ordine … diciamo meno importanti, tipo: il 13 novembre, a Parigi, un attentato rivendicato dall’Isis fa 130 morti, e i fascisti made in Le Pen rischiano…

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Zalone, la D’Amico e Buffon salvano l’anno nuovo

Il volgere dell’anno si stava chiudendo proprio male; è accaduto di tutto: Belen è “Coso lì” si sono separati, Balotelli non ha potuto fare cazzate per questioni di salute, alla fotocamera dell’Iphone di Renzi era schioppato il flash, il bancomat della Boschi era andato “sfortunatamente” a infilarsi tra le chiappe dei risparmiatori di Banca Etruria e Alfano è rimasto ministro.

Non sono mancate neanche tragedie di second’ordine … diciamo meno importanti, tipo: il 13 novembre, a Parigi, un attentato rivendicato dall’Isis fa 130 morti, e i fascisti made in Le Pen rischiano di vincere le elezioni in Francia. Muoiono e continuano a morire migliaia di profughi sulle nostre coste nell’indifferenza generale. Crolla a più riprese il mercato cinese e si apre uno scandalo in Vaticano proprio mentre il Cardinal Bertone inaugura l’ala abruzzese del suo attico. La minaccia del terrorismo internazionale dà vita a un nuovo gioco di ruolo: attacchiamo tutti la Siria appassionatamente,  ma si rischia l’incidente diplomatico tra Russia e Turchia dopo che un caccia russo viene abbattuto nei cieli turchi.

Insomma l’ultimo scorcio dell’anno faceva così schifo che stormi incazzati di piccioni col colon irritabile scagazzavano su Roma con una precisione e un’organizzazione a dir poco chirurgiche: complice l’inconsueto bel tempo, all’ora di punta, i volatili che la facevano scura la mollavano sulle macchine chiare e quelli che  la facevano chiara bombardavano quelle scure. Sugli scooter l’assoluta anarchia … vigeva lo scagazzo libero. Almeno coi Casamonica piovevano dal cielo petali di rosa.

Il servizio pubblico ha tentato in zona cesarini di mettere una pezza, ma anticipare di due minuti il capodanno ha solo peggiorato la situazione, tutti sanno che – per quanto ti dai da fare – con Amadeus il tempo non passa mai lo stesso!  Il vero botto l’ha fatto l’augurale bestemmia passata in sovraimpressione.

Ma il 2016 è stata una nuova alba. Allo scoccare della mezzanotte si vedeva benissimo che tutto era cambiato. Si respirava un’aria nuova sotto le polveri sottili. 

Siamo chiari, le guerre e Renzi ce li teniamo comunque, ma a rendere il mondo migliore ci hanno pensato Checco Zalone e la coppia dell’anno Buffon-D’amico.

Il primo non è stato il semplice regista e interprete di un film comico divertente e senza troppe pretese … no signori e signore. Zalone è divenuto, per il potere costituito, l’autore della nuova transavanguardia cinematografica italiana. Checcho, per la critica fa una pippa, a Vittorio de Sica a Rossellini e Monicelli messi insieme. Fa un quadro surreale ma puntuale della società italiana e, mentre paghiamo pure per digerire queste minchiate, Fiori di Checco viene innalzato, tra il losco, il brusco e il ridicolo a voce della cultura cinematografica di regime. Dopo Jovanotti per la musica ora Zalone. Persino il fascismo aveva più stile. Già vedo Renzi candidare per il Nobel alla letteratura Moccia e Fabio Volo. Che orgoglio! Ho già il passaporto in tasca. Certo che stiamo raschiando proprio il barile.

PietroVanessi-Buffon-D'Amico

Pietro Vanessi, Fiocco azzurro per la D’Amico e Buffon. Clicca per ingrandire

E infine arriviamo ai Royal Baby di casa nostra. Noi non ci possiamo permettere principini, ma da qualche parte dobbiamo pur andare a parare, così ripieghiamo sui figli dei vip e dei calciatori.

E’ uno sporco lavoro quello di trasformare un legittimo e sano Esticazzi in gossip per alimentare la distrazione di massa, ma qualcuno lo deve pur fare. Infatti, proprio ieri, è venuto alla luce Leopoldo Mattia, il figlio di Gianluigi Buffon e Ilaria d’Amico. Il notizione è presto rimbalzato ovunque, neanche la riforma delle pensioni ha retto allo straordinario e rarissimo evento. Una donna che partorisce, ha dell’epocale … ma ancora più straordinario è il nome che è stato appioppato all’innocente pargolo: Leopoldo Mattia. Sembra proprio un Savoia che tracima sull’asburgico. Ma perché i vip devono fare questo ai loro figli? Cosa gli hanno fatto ai genitori queste povere creature? E poi Lapo Elkan non  ha insegnato niente a nessuno?

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Vignetta di Pietro Vanessi

Franco Giordano

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