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Un bel pieno di fregature
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Un bel pieno di fregature

Un bel pieno di fregature di Piero Sanzo Ok lo sappiamo tutti, ogni volta che facciamo benzina buona parte di quello che spendiamo se lo beve lo Stato in accise.  Se ci è chiaro che trattasi di tasse (ma non dovevano abbassarle?) a molti forse non è chiaro l’assurdità di alcune. E così ho fatto una semplice gugolata ed ecco voce per voce le accise che incidono sul costo al litro dei carburanti. Ma prima di entrare nel dettaglio, analizziamo un altro fenomeno strano. Si perché se siamo abituati a lievitazioni di 10 cent ad ogni rialzo di quotazione di…

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Un bel pieno di fregature

di Piero Sanzo

Ok lo sappiamo tutti, ogni volta che facciamo benzina buona parte di quello che spendiamo se lo beve lo Stato in accise. 

Se ci è chiaro che trattasi di tasse (ma non dovevano abbassarle?) a molti forse non è chiaro l’assurdità di alcune. E così ho fatto una semplice gugolata ed ecco voce per voce le accise che incidono sul costo al litro dei carburanti.

Ma prima di entrare nel dettaglio, analizziamo un altro fenomeno strano.

Si perché se siamo abituati a lievitazioni di 10 cent ad ogni rialzo di quotazione di 5 dollari del greggio, oggi assistiamo a qualcosa di incomprensibile. Ovvero che nonostante il costo della materia prima sia ridicolamente basso, il costo alla pompa del carburante è ancora a livelli molto alti, calando di pochi centesimi per ogni calo di 10 dollari sulla quotazione di mercato.

Quindi “Fregatura numero uno” è quella dettata dai prezzi al dettaglio del carburante che le nostre amate compagnie petrolifere si affrettano ad aumentare ad ogni alito di incremento, ma di contro fanno una fatica boia a diminuirne il costo al litro quando il prezzo crolla vertiginosamente. La scusa è sempre la stessa, bla bla il costo di gestione della rete, bla bla la raffinazione…. Insomma loro rimangono grandissimi figli di petroliera sporca, mentre noi continuiamo a non capire.

Ma torniamo a quanto anticipato le accise ovvero la “Fregatura numero due” le accise, eccole in dettaglio :

-0,000981 euro: finanziamento guerra d’Etiopia (1935-1936)

Effettivamente essendo un patriota, mi sento di poter dire che confermo l’utilità di questa voce. Bisogna pure dare da mangiare ai cammelli di De Bono se vogliamo costruire l’impero. Ah non c’è più il Re? E’ caduto il fascismo ? E’ Finita la guerra? Cavolo avvisate però altrimenti quando la tolgono…..

– 0,00723 euro: finanziamento per la crisi di Suez (1956)

Nel frattempo è stato raddoppiato in agosto del 2015, evidentemente una distrazione deve aver impedito di cancellarne l’accise.

– 0,00516 euro: ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963)

Non commento per rispetto delle vittime, ma suppongo che oramai l’emergenza sia passata…..

– 0,00516 euro: ricostruzione post alluvione di Firenze (1966)

Vedi commento sul Vajont
-0,00516 euro: ricostruzione post terremoto in Belice (1968)

A questo proposito suggerisco di leggere l’articolo del corriere dove le autorità locali si lamentano di come ancora ci sia da costruire le fogne e di come la ricostruzione sia ancora aperta. Lo stato ha cancellato ogni stanziamento lamentano i politici locali. Minchiata ! Eccola qua l’accisetta  con la quale tutti noi contribuiamo quotidianamente al pozzo senza fondo di ricostruzioni assurde e vergognose che servono solo a dar da mangiare ad una classe politica da condanna capitale.
0,0511 euro: ricostruzione post terremoto in Friuli del (1976)

Raro esempio di come un popolo nel giro di pochissimo tempo si sia rimesso in piedi, spendendo ogni centesimo ricevuto.

 –0,0387 euro: ricostruzione post terremoto in Irpinia (1980)

Vedi commento su terremoto del Belice.

– 0,106 euro: finanziamento per la guerra in Libano (1983)

Non sapevo si fosse in guerra con i Libanesi.

– 0,0114 euro: finanziamento missione in Bosnia (1996)

Ok siamo tuttora in missione, questa la comprendo.

– 0,02 euro: rinnovo del contratto per gli autoferrotranvieri (2004)

Ricordatevene la prossima volta che ci sarà lo sciopero dei bus e metropolitane, in fondo li pagate anche voi !

– 0,005 euro: acquisto di eco-autobus (2005)

Quanto meno rimango basito. Voi ?

0,0051 euro: ricostruzione post-terremoto dell’Aquila (2009)

Vedi commenti sui terremoti precedenti – Escluso Friuli.

– 0,0071: finanziamento alla cultura (2011)

E’ risaputo che siamo un popolo di lettori incalliti, vedi le vendite della Gazzetta dello Sport, certo che se devo finanziare un altro film di Veltroni… a tutto c’è un limite.

Le ultime tre sono recenti ma non per questo dovrebbero restare a vita, invece le accise sono come alcuni parlamentari, una volta eletti non li schiodi più neanche a cannonate.

0,04 euro: sostegno ad immigrati dopo la crisi libica (2011)

0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana (2011)

0,082 euro: decreto “Salva Italia” (2011)

0,02 euro: terremoto dell’Emilia (2012).

Piero Sanzo, sito dell’ autore ParoleAffumicate

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vignetta di AGJ

 

 

Piero Sanzo

Piero Sanzo Nato nel 1967, fino a 18 anni fu visto gironzolare per la Sicilia, dove si dice abbia preso il diploma di Geometra. Successivamente ci fu confermata la sua presenza presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna dove si dice abbia conseguito la pergamena in Scienze Politiche nel 1991. Dopo la laurea ha servito la patria come semplice fante e per giunta imboscato al bar del circolo ufficiali, al termine del quale è andato a cercare se stesso a Londra, dopo un anno di inutili ricerche in terra britannica è tornato a casa. Nuovamente a Bologna, seppur con svariate puntate in giro per il mondo per ragioni lavorative, vi è rimasto in pianta stabile felice di ingozzarsi di lasagne e tortellini. Oggi lavora cercando di crearsi una parvenza di serietà, cosa che non gli è riuscita pienamente nonostante gli sforzi. E così si limita ad arrancare verso la pensione (lontano miraggio) con la speranza di poter tra vent’anni prendere la liquidazione e fuggire.

2 commenti

  1. Nel 2004, anno in cui la quota del petrolio era molto simile a quella attuale, la benzina costava circa 36 centesimi in mene, oggi si è arrivati a questi prezzi più o meno in questo modo: 26 centesimi per l’aumento delle imposte, 5 per il cambio euro – dollaro e il resto in Platts. Ma io dico, se come disse Morgan Spurlock le stazioni di servizio vendono più caramelle e bibite gassate che benzina, allora tassate anche le varie Spererai, Amarelli e Morositas varie ….

  2. Levatemi un “varie” di troppo 😛

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