Home >> Politica >> Sean Penn: El Chapo ha confessato tutto, tranne chi gli ha dato il Rolex
Sean Penn El Chapo ha confessato tutto, tranne chi gli ha dato il Rolex

Sean Penn: El Chapo ha confessato tutto, tranne chi gli ha dato il Rolex

Sean Penn: El Chapo ha confessato tutto, tranne chi gli ha dato il Rolex Gli americani sono un’altra cosa, non c’è paragone … ma quando mai in Italia si è visto un narcotrafficante in piena latitanza contattare un grande attore e regista - che ora rischia addirittura la galera - per fare un film sulla sua vita? Durante la fuga dopo un’evasione, El Chapo, boss del narcotraffico messicano, accompagnato dall’attrice Kate Del Castillo – a giudicare dal nome anch’ella presumibilmente non scandinava -, si fa intervistare da Sean Penn per raccontare la sua storia. Ma questo ha dell’epico! La storia…

Score

Voto Utenti : 4.8 ( 14 voti)

Sean Penn: El Chapo ha confessato tutto, tranne chi gli ha dato il Rolex

Gli americani sono un’altra cosa, non c’è paragone … ma quando mai in Italia si è visto un narcotrafficante in piena latitanza contattare un grande attore e regista – che ora rischia addirittura la galera – per fare un film sulla sua vita?

Durante la fuga dopo un’evasione, El Chapo, boss del narcotraffico messicano, accompagnato dall’attrice Kate Del Castillo – a giudicare dal nome anch’ella presumibilmente non scandinava -, si fa intervistare da Sean Penn per raccontare la sua storia.

Ma questo ha dell’epico! La storia è già nella storia. Ora Sean Penn non ha solo tra le mani la biografia di un narcotrafficante, che sembra il sergente Pedro Garcia di Zorro, ma addirittura quella della sua torbida e pericolosa avventura per intervistarlo.

Riepiloghiamo: l’ evasione in grande stile di un criminale internazionale, coca come se piovesse, gente armata fino ai denti e, dulcis in fundo … patonza hollywoodiana che fa da torbido e sensuale tramite per l’incontro-intervista.

La scena è già pronta, si risparmia anche per la sceneggiatura, già la vedo: El Chapo, con quel tocco di presenza suina che non stona mai, occhiali a specchio, sul suo petto villoso un raffinatissimo catenone d’oro di tre metri, nel costume attillato – al  limite della sincope – due chili di roba per far volume e una magnum sul tavolino che beve e chiacchiera con uno Sean Penn che fa il duro per non dar a vedere che si sta cagando addosso, ma tre confezioni di Imodium e le scorze di 7 limoni lasciate nel bagno con i rubinetti d’oro ci raccontano tutt’altro. E, infine, la De Castillo in topless che consuma piste a iosa ai bordi di una piscina olimpionica protetta dall’alto da cecchini armati ingrifati. Tarantino se starà a mozzicà i gomiti! Appena esce di galera due Oscar sull’unghia all’ex marito di Madonna non glieli leva nessuno.

E da noi? Da noi tutto questo non è possibile. Per carità i criminali ce li abbiamo e sono pure efferati. Qua tra ndrangheta, camorra, mafia e compagnia bella non ci possiamo proprio lamentare. Vantiamo una notevole e variegata fauna di gentaglia. Ma il guaio è che è politicizzata. In Italia non si può fare un film che ci tenga attaccati agli schermi sul fatto che le nostre criminalità organizzate intrallazzano su appalti, spazzatura e scambio voti. No, qui i mafiosi sono troppo istituzionalizzati per essere fetenti e bastardi al punto giusto … anzi, da noi la mafia mette gente nell’antimafia per dare a vedere che combatte la mafia. Troppo avanti e machiavellici i nostri criminali per cose alla El Chapo, rassegniamoci.

Al massimo possiamo ripiegare sul trash-comico ispirandoci ai nostri politici; ad esempio Berlusconi può contattare Neri Parenti per un cinepanettone autobiografico stracarico di gnocca e pali da lap dance e Renzi può fare altrettanto chiamando Zalone per una fedele ricostruzione della sua vita, interpretata per l’occasione da Mister Bean, ma niente più di questo.

Ma anche noi vantiamo scene già scritte e che non hanno bisogno di ritocchi di sceneggiatura, un esempio? Interno sera: Ryad, Arabia Saudita. Sceicchi, sovrani, principi ereditari e vice-erditari, si apprestano a cenare in modo pantagruelico con la delegazione italiana composta da: Massimo Boldi, Christian De Sica, Massimo Ghini, Biagio Izzo e il nostro amatissimo Renzi.

Su un tavolo all’angolo bordato d’oro, tanti pacchettini luccicanti. Orologi … tutti costosi, ma tra loro spiccano dei preziosissimi Rolex, destinati però solo ai personaggi più in vista. Renzi è stato anticipatamente omaggiato con un cassettone ricolmo di chissà che cosa già messo al sicuro, e a fatica, sul suo aereo. Il premier può dirsi dunque soddisfatto, ma alcuni dei suoi delegati no! Infatti un avido Boldi fa transumare il bigliettino col suo nome dal cronografo meno prezioso al Rolex di De Sica. Apriti cielo! Massimo Ghini, travestito da danzatrice del ventre, se ne accorge e scaglia su Boldi un Izzo intento a piazzare una partita di orologi “arrubbati” a Vincenzo de Luca .

De Sica, nel frattempo, occupato in un’altra stanza a ciularsi la principessa consorte, riceve un sms sull’accaduto e si precipita chiappe al vento nella sala dei regali ma inciampa capicollando su Boldi inchiappettandolo a dovere.

Renzi, fino a quel momento impegnato a far vincere i mondiali all’Arabia Saudita con la sua nuova Playstation in oro zecchino, viene improvvisamente turbato da lontano e bestiale Oddddioooooo che dolore! Ed è a quel punto, che interviene prontamente e prende la situazione in mano: prima getta una bella secchiata d’acqua fredda per staccare De Sica dalle terga offese di Boldi e infine sequestra gli orologi a tutti per poi regalarli – tomo tomo e cacchio cacchio – agli azionisti di Banca Etruria!

Non usciremo mai dai cinepanettoni. Oddddioooooo che dolore!

commenta: Sean Penn: El Chapo ha confessato tutto, tranne chi gli ha dato il Rolex 

 fonte foto: New York post

 

Franco Giordano

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Immagine CAPTCHA

*

venti − cinque =