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Quel Stringi Stringi che ci inchioda tutti
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Quel Stringi Stringi che ci inchioda tutti

Quel Stringi Stringi che ci inchioda tutti

In un periodo come questo, paragonabile solo a un incendio in un manicomio, sarebbe necessario ridurre all’osso le conclusioni.

Già quando sento la frase “crisi dei valori” onestamente mi irrito un po’, perché penso che, con grande presunzione, ci portiamo troppo avanti; a dirla tutta dovremmo tornare alla radice delle cose. Che io sappia i valori sono il frutto (anche questo tutto da discutere) di una società moralmente e culturalmente progredita, e tale definizione, facciamocene una ragione, non ci appartiene più da un bel po’.

Io, personalmente, ho solo due strumenti per arrivare al liberatorio “stringi stringi” finale: l’esercizio del dubbio e il Rasoio di Ockham… non serve altro.

Il dubbio è essenziale, non affretta i giudizi e cerca sempre e costantemente una “ragione”. Esercitare il dubbio è “snervante pazienza” … un po’ come districare le luci di Natale, dopo un quarto d’ora daresti fuoco  all’albero, al cinese che te lo ha venduto, alla casa, al condominio e alla suocera perché – anche se non c’entra nulla – è sempre cosa buona e giusta buttarla nel mucchio… e poi prende così bene! Ma non lo fai, no, non lo fai … sai che sono le 22.45 del sette dicembre e ti tocca. Devi armarti di pazienta e piallarti in doloroso silenzio il ciondolame.

Io esagero col dubbio, lo ammetto… di mattina mi guardo allo specchio e mi dico che da qualche parte credo di essermi già visto, ma non pretendo tale “sano disorientamento da tutti”.  Il dubbio valuta, vuole conoscere, cerca di capire, il dubbio tenta con un’eterna e umile sete di farsi conoscenza. Senza il dubbio non c’è curiosità, senza curiosità non si ha immaginazione, senza immaginazione non c’è vita, al massimo esistenza … e il solo nudo esistere è Angelino Alfano! Certo, il dubbio ha come controindicazione l’incertezza, ma chi se ne frega! O no?

Mario Airaghi

Non vedo nessuna questione Morale, Mario Airaghi

Detto questo, arriviamo al principio che non permette al pensiero di rovinare in fracassanti pippe mentali, anche perché la nobiltà del pensiero non merita questa umiliazione.  

Il Rasoio di Ockham per quanto pronunciato da un filosofo è un principio logico, scientifico e, onestamente, semplice. In pratica si riduce a questo: Inutile moltiplicare gli enti quando non è necessario; detto in soldoni: a parità di elementi la soluzione di un problema è quella più semplice e ragionevole. Tale “ovvietà” lapalissianamente davanti agli occhi di tutti –  e per questo ignorata come la “Lettera rubata di Poe” – è ciò che permette a qualsiasi complicanza di emanciparsi e compiersi, insomma di venir risolta! Sappiatelo, senza il rasoio di Ockham non saremmo andati sulla Luna e, soprattutto, Ron Howard non avrebbe girato Apollo XIII!

Onestamente non siamo neanche intellettualmente impegnati come i filosofi medievali, non è che dobbiamo mettere un freno alle cause agenti, né impedire il proliferarsi indiscriminato di intelletti attivi, quindi abbiamo una vita semplice, estremamente più povera certo, ma lo abbiamo voluto noi, questo è il prezzo che si paga per esser diventati banali!

Dunque, le spiegazioni stanno lì, drammaticamente ignorate perché ci coinvolgono e ci accusano, ma sono lì.

Abbiamo una classe politica assolutamente inguardabile il cui unico impegno è quello di fingere conflitti interni per poi slogarsi i polsi nel dar di “vicedevol raspone” nei cessi dei palazzi? Facile!, visto il contesto, valutato il livello culturale e morale dei soggetti si può tranquillamente dire che siamo rappresentati da puttane che in pubblico recitano la parte delle gatte morte.

Abbiamo un governo la cui consistenza e peso politico sono pari a quella di una bertuccia a piede libero in una biblioteca? Altrettanto semplice: vista la nostra recente storia e il progressivo imbarazzarsi del livello politico nel nostro paese (ma anche del resto del circondario), possiamo – senza ombra di smentita – affermare che siamo governati da teste di cazzo!

Ovviamente tali conclusioni ci inchiodano. Questo lupanare andato a male lì ce lo abbiamo messo noi; queste “menti eccelse” le abbiamo sostenute e – udiamo, udiamo! – votate, non sono spuntate come ragadi al culo in una fredda notte. Ecco il dramma!, non siamo vittime, ma complici; quelli non sono alieni … ma il nostro riflesso … e cazzo quanto siamo brutti!

vignetta di Mario Airaghi SatiraNeuroDeficiente 

 

Quel Stringi Stringi che ci inchioda tutti

Franco Giordano

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