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Padre della Patria e Company

Padre della Patria e Company La settimana appena trascorsa è stata densa di “italianate” e siamo solo all’inizio della campagna per le europee. Grandi cose ci riservano le prossime settimane! Berlusconi si confessa dalla Annunziata,  diventerà padre della patria. In vent’anni di monopolio assoluto del paese è riuscito appena appena a distruggere tutto, farsi inquisire innumerevoli volte e condannare in via definitiva per frode fiscale… ma diamogli tempo poverino! Non si diventa padri della patria dalla sera alla mattina! Gli mancano solo un incidente in laboratorio e un Q.I. che superi di una tacca quello di una scimmia urlatrice dal…

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Padre della Patria e Company

La settimana appena trascorsa è stata densa di “italianate” e siamo solo all’inizio della campagna per le europee. Grandi cose ci riservano le prossime settimane!

Berlusconi si confessa dalla Annunziata,  diventerà padre della patria. In vent’anni di monopolio assoluto del paese è riuscito appena appena a distruggere tutto, farsi inquisire innumerevoli volte e condannare in via definitiva per frode fiscale… ma diamogli tempo poverino! Non si diventa padri della patria dalla sera alla mattina! Gli mancano solo un incidente in laboratorio e un Q.I. che superi di una tacca quello di una scimmia urlatrice dal culo glabro per potersi definire un supercattivo dei fumetti e avere uno stand tutto al Comicon. Quindi non ci scoraggiamo, in fondo siamo il paese dei grandi primati, basta solo avere un po’ di pazienza e tutt’an botto ci ritroveremo a dedicare strade e piazze al primo “Papi della patria” della storia dell’umanità!

Renzi invece gioca ancora di rimessa, “il figliol improvvido” freme e rischia di sbroccare e a fatica tenta di non far scoprire le sue carte troppo presto.

Per ora continua ad abbozzare fingendo di rivoluzionare tutto senza realizzare nulla; ma appena il gladiatore “Genny la carogna” gli darà il permesso possiamo star certi che Matteo scatenerà l’inferno!

Il presidente imbonitore davvero si sta giocando la reputazione: per troppo tempo si è promosso come la sola alternativa vincente all’interno di un partito che ha sempre perso, e se dovesse mancare l’appuntamento con le europee non ci sarebbe buco dove il sorcio potrebbe andare nascondersi.

Anche se dobbiamo dire che la faccia è tosta, quindi anche nel caso di una sconfitta difficilmente ce lo toglieremo di torno.

Il partito democratico a sua volta si sta adeguando ai tempi; non so se nessuno se ne sia accorto ma più passano i giorni e più somiglia a Forza Italia: finalmente la sinistra italiana ha una collocazione ben precisa, quella di stare accanto al bagno…  in fondo a destra!

Per troppo tempo i veri innovatori del partito sono rimasti nascosti ai più, ma ora arriva la loro meritata riscossa: è l’età d’oro dei Renziani, di soggetti del calibro del clone Nardella, del dimesso e fintamente ecumenico Delrio, del voltagabbana Franceschini, dell’ex bersaniana – e ancora prima pidiellina – Moretti, dell’economa Picerno, che somiglia sempre più alla Santanché, anche in pensieri, parole, opere e pessime figure, della mitragliantea salve Bonafé, e di tutto uno stuolo di fedeli della reverenda e fin troppo popolare chiesa dell’ipocrisia e della propaganda spicciola.

Uomini e donne che a sinistra non mettono neanche l’orologio, soggetti gluachi sempre pronti a definirsi troppo giovani per trovare ispirazione in Berlinguer ma che non disdegnano di stringere sfacciate alleanze con un vegliardo pluripregiudicato e condannato, tessera numero 1816 della loggia P2.  

E’ vero, la storia la scrivono i vincitori, ma visto il senso storico di questi  indiscussi trionfatori bisogna trovare anche qualcuno che gliela legga scandendo bene le parole.

Grillo, dal canto suo, è sicuro di vincere! Glielo ha predetto Casaleggio leggendo il futuro tra le ceneri di Orellana. Beppe ha già programmato tutto: prima spopola alle europee, poi chiede il governo a Napolitano e subito modificherà l’articolo uno della Costituzione: L’Italia è un paese dei balocchi fondato sul vaffanculo!

Il semplice portavoce ha capito tutto, sa benissimo che di elezioni non se ne parla finché Re Giorgio resta sul trono, quindi, se vuole far arrivare i suoi a palazzo Chigi, deve marciare su Roma con una vittoria tra le mani che svergogni definitivamente l’attuale esecutivo.

A dire il vero una scossetta a Cinque Stelle non sarebbe tanto malvagia … ahinoi.  Grillo è un essere preoccupante e non vale un granché, a differenza di molti dei suoi parlamentari non epurati, ma se il suo movimento dovesse ottenere una vittoria schiacciante in campo continentale giocherebbe un brutto scherzo sia al Consiglio Europeo che alla Bce, che la fanno da padroni rispetto ad un europarlamento ridotto al silenzio, e sia alla inconcludente quanto dannosa presunzione di Renzi, unicamente tesa a favorire e a rinverdire inutilmente un vecchio apparato oramai logoro e destinato al collasso.

Insomma dove ti giri giri con la tessera elettorale in mano l’ombra della cazzata è sempre in agguato, tutt’altro che una prospettiva incoraggiante.

Per Montanelli bisognava turarsi il naso per andare a votare, ora non basta più; il meno peggio ha tirato le cuoia da tempo e si gioca sempre più al ribasso, ora neanche un’accurata profilassi ci può salvare.

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tags: Berlusconi,Renzi,Grillo,Picerno,Casaleggio,Genny a Carogn,europee,pd,Napolitano

Franco Giordano

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