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L’ottimismo e il gufo
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L’ottimismo e il gufo

L’ottimismo e il gufo di Piero Sanzo  L’ottimismo è il sale della vita e capisco che vedere il bicchiere mezzo pieno aiuti ad essere propositivi e ad affrontare i problemi con uno spirito diverso. In effetti di fronte alle quotidiane "ambasce" affrontarle con animo propositivo ci fa partire con piede diverso anche se di certo non garantisce il risultato sperato. E’ altresì vero che vedere tutto nero ed essere sempre negativi ti crea quella corteccia di pessimismo che a dire di molti insomma attira la sfiga, quindi una dose di equilibrio tra lo sfrenato ottimismo, sempre, ed essere il menagramo…

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L’ottimismo e il gufo

di Piero Sanzo 

L’ottimismo è il sale della vita e capisco che vedere il bicchiere mezzo pieno aiuti ad essere propositivi e ad affrontare i problemi con uno spirito diverso.

In effetti di fronte alle quotidiane “ambasce” affrontarle con animo propositivo ci fa partire con piede diverso anche se di certo non garantisce il risultato sperato.

E’ altresì vero che vedere tutto nero ed essere sempre negativi ti crea quella corteccia di pessimismo che a dire di molti insomma attira la sfiga, quindi una dose di equilibrio tra lo sfrenato ottimismo, sempre, ed essere il menagramo di professione sarebbe auspicabile.

Poi c’è lui, quello che combatte la battaglia contro i Gufi di professione e pur di instillare ottimismo in un paese disilluso, non perde occasione per dichiarare che siamo ripartiti, siamo fuori dalle secche, che le cose si stanno facendo, che i risultati sono migliori del previsto.

Certo ci vuole una certa dose di faccia di bronzo per arrogarsi meriti che non si hanno, vedi apertura tratto A1 della Variante di Valico, lavori andati avanti 10 anni (per fare tutta l’A1 nel 1950 da Milano a Napoli ce ne misero 8) e che hanno attraversato diversi Governi, tanti Ministri e che alla fine è costata due volte il previsto. Quindi poco da fare lo sborone come dicono a Bologna altro che piagnistei di professione. Ma lui era li è quindi è giusto che tutti si pensi che il tratto stradale sia stato opera sua, il problema è che ci sono gli Allocchi (per restare in tema faunistico) che ci credono.

Insomma ci vorrebbe equilibrio, anche perché l’anno che sta per terminare per molti comuni mortali è stato come il precedente e quello prima ancora. Tutta questa gioia e fanfara per un zero virgola di PIL proprio non la capisco.

E’ così anche oggi le slides del Premier luccicano sullo schermo mostrando dati che invocano scenari tutti improntati a risultati concreti e positivi, insomma la classica sciorinatura del “volemose bene” che tutto è a posto, che il peggio è passato.

Sono sicuro che sono in molti quelli che hanno voglia di non sentire parlare più di crisi, di licenziamenti di mancanza di lavoro, ma continuare a nascondersi dietro a numeri vuoti non penso sia la strada giusta. Si continua ad annaspare, il lavoro per molti è un miraggio, senza parlare di chi ha perso i risparmi di una vita per l’agire scellerato di banchette di paese che hanno spolpato i clienti con promesse da Wanna Marchi rivelatesi false. Siamo molto lontani dall’avere una pressione fiscale da paese civile, una stampa veramente libera ed indipendente. Questo paese ha bisogno di fiducia alimentata da atti concreti e non da slogan pubblicitari.

Quindi nel 2016 cerchiamo di non essere troppo gufi, che come detto prima, alla lunga attira la sfiga, ma continuare a dire che tutto è alle spalle mi sembra altrettanto dannoso, inutile e sborone. Ah dimenticavo, ricordiamoci che i gufi sono famosi anche per avere la vista lunga e quindi vedere molto lontano… .

Piero Sanzo sito dell’ autore: ParoleAffumicate

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vignetta de “Il Vignettificio”

Piero Sanzo

Piero Sanzo Nato nel 1967, fino a 18 anni fu visto gironzolare per la Sicilia, dove si dice abbia preso il diploma di Geometra. Successivamente ci fu confermata la sua presenza presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna dove si dice abbia conseguito la pergamena in Scienze Politiche nel 1991. Dopo la laurea ha servito la patria come semplice fante e per giunta imboscato al bar del circolo ufficiali, al termine del quale è andato a cercare se stesso a Londra, dopo un anno di inutili ricerche in terra britannica è tornato a casa. Nuovamente a Bologna, seppur con svariate puntate in giro per il mondo per ragioni lavorative, vi è rimasto in pianta stabile felice di ingozzarsi di lasagne e tortellini. Oggi lavora cercando di crearsi una parvenza di serietà, cosa che non gli è riuscita pienamente nonostante gli sforzi. E così si limita ad arrancare verso la pensione (lontano miraggio) con la speranza di poter tra vent’anni prendere la liquidazione e fuggire.

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