Home >> Cultura >> La casa del professore di Willa Cather
La casa del professore di Willa Cather
La casa del professore di Willa Cather

La casa del professore di Willa Cather

La casa del professore di Willa Cather Questo romanzo della scrittrice americana è uscito nel suo paese nel 1925, tradotto da Neri Pozza in Italia nel 2009. Neri Pozza sceglie sempre molto bene i romanzi da tradurre e sono sempre opere raffinate e delicate come le sue copertine tenui. Anche il romanzo della Cather è un romanzo di questo genere: la storia delicata di un anziano professore e della sua famiglia, ma specie di un professore che non vuole lasciare la sua vecchia casa per quella nuova. Proprio questo trasloco apre tante riflessioni nel protagonista sulla sua vita, sui suoi…

Score

Voto Utenti : 4.88 ( 10 voti)

La casa del professore di Willa Cather

Questo romanzo della scrittrice americana è uscito nel suo paese nel 1925, tradotto da Neri Pozza in Italia nel 2009. Neri Pozza sceglie sempre molto bene i romanzi da tradurre e sono sempre opere raffinate e delicate come le sue copertine tenui. Anche il romanzo della Cather è un romanzo di questo genere: la storia delicata di un anziano professore e della sua famiglia, ma specie di un professore che non vuole lasciare la sua vecchia casa per quella nuova. Proprio questo trasloco apre tante riflessioni nel protagonista sulla sua vita, sui suoi allievi preferiti, sui suoi studi, sulle sue figlie e sulla loro crescita così diseguale e anche sul suo matrimonio con la tanto amata Lillian.

All’interno della storia del professore è inserito il diario di Tom Outland che parla della sue scoperte archeologiche. Tom è stato l’allievo prediletto del professore e quello che ha cambiato per vari motivi la vita della famiglia dello stesso. Quindi c’è un romanzo nel romanzo nel libro della Cather, ma questo non appesantisce la narrazione che rimane lineare e molto chiara.

La Cather fu definita una scrittrice classica già in vita, proprio per la sua scrittura così ponderata, oltre che per i temi trattati: la grande epopea del popolo americano e suoi diversi caratteri, in special modo ha sempre parlato di donne. Anche se le sue opere sono state tradotte in Italia solo a partire dagli anni ’80, sono uscite nelle librerie del nostro paese con già un’aura di buon prodotto da non perdere. E anche solo leggendo questo romanzo, non si può non dar ragione ai critici.

Poi dato la sua storia personale, si è tentato a volte di trasformare la Cather in una scrittrice lesbica e legata all’orgoglio gay, ma stiamo parlando di una donna vissuta dalla fine dell’800 e morta nel 1947, quindi cresciuta in un’era ben diversa dalle contemporanee letture gay. Ha avuto amicizie speciali con donne, ma allora l’omosessualità, specie quella femminile, era censurata in maniera drastica e infatti la sua amica del cuore più famosa si sposò, ma almeno la loro amicizia, e solo amicizia, durò tutta la vita.

Tornando a “La casa del professore”, il romanzo è pieno di descrizioni dell’animo del protagonista che si guarda come dal di fuori e si analizza: guarda il mondo esterno e attraverso di esso sé stesso. Credo che proprio dalla lettura di questi pezzi di sublime letteratura nasce la considerazione della Cather come una scrittrice classica. Tante riflessioni sulla vecchiaia, sul passato, si leggono nel dialoghi del professore con sé stesso o con i vari personaggi, ma non per questo il finale è pessimista o non aperto al futuro. Anzi il professore non vuole lasciare il passato proprio per godersi di più e ancora il futuro, con però una sempre maggiore consapevolezza di sé e di quel che gli gira intorno.

Elisabetta Citro

Commenta la recensione, La casa del professore di Willa Cather e se il post ti è piaciuto Condividi, Grazie

 

Elisabetta Citro

Elisabetta, detta Betta, nell’era virtuale ha scoperto come ama ancora e sempre la scrittura, e i libri, quelli di carta! Pur aprendo un blog personale quando tutti lo aprivano, nel 2007 ca., in cui parlava di precariato e lavoro (si chiamava tendenza interinale) ha capito che anche parlando degli altri (siano essi operai, insegnanti, ecc..), si parla sempre di sé stessi. Nata per caso nell’assolata Salerno, dopo un’infanzia a Torino, è tornata con la famiglia alla base, nella terra d’origine dei genitori e qui vive ancora ora, dopo diversi anni di lavoro nel campo della comunicazione, a Roma e Milano. Innamorata suo malgrado di Milano, meno di Roma, specie per le delusioni subite in quest’ultima città; anela un suo posto nel mondo, come ogni libro trova posto nella sua libreria.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

diciotto − 12 =

*