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Il grande Gatsby. Il grande mistero

Il grande Gatsby. Il grande mistero

Il grande Gatsby. Il grande mistero Perché il Grande Gatsby piace tanto? E’ un mistero come un romanzo così confuso nell’esposizione della trama sia definito da decenni un capolavoro. La vita di Gatsby, il suo amore per Daisy, perduta quando era povero e poi ritrovata sposata a un riccone, quando ormai anche lui è ricco è famoso, è stata resa ancor più celebre da diversi film tratti dall’opera di Fitzgerald. Una storia di classi sociali, di un’America puritana in cui chi è nato in una classe sociale non può ambire ad essere altro, a cambiare status o natura. Gatsby cambia…

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Il grande Gatsby. Il grande mistero

Perché il Grande Gatsby piace tanto? E’ un mistero come un romanzo così confuso nell’esposizione della trama sia definito da decenni un capolavoro.

La vita di Gatsby, il suo amore per Daisy, perduta quando era povero e poi ritrovata sposata a un riccone, quando ormai anche lui è ricco è famoso, è stata resa ancor più celebre da diversi film tratti dall’opera di Fitzgerald.

Una storia di classi sociali, di un’America puritana in cui chi è nato in una classe sociale non può ambire ad essere altro, a cambiare status o natura. Gatsby cambia addirittura nome per diventare altro, per far dimenticare le sue umili origini, ma questa scelta fa soltanto aumentare la leggenda su di lui e su come abbia conquistato (in malo modo) le sue ricchezze.

Ritrovare Daisy dopo 5 anni per lui e, ritrovare una parte di sé che pensava di aver sepolto sotto l’ambizione e la voglia di arrivare, una parte più tenera, più arrendevole, la parte che si scopre in sé ogni volta che ci si innamora. Ma il passato non può tornare, certe scelte, come il matrimonio, non possono essere annullate, e certe cose, come la differenza tra classi sociali, come abbiamo detto, non cambiano.

La prima guerra mondiale è appena passata, grandi stravolgimenti sono avvenuti in tutto il mondo, ma certe divisioni sono rimaste. In una società che divide i ricchi dai poveri, i neri dai bianchi, i romantici innamorati dai pratici mariti. Ma Gatsby non riesce ad accettare tutto questo: che il suo amore per Daisy non possa cambiare le vite di tutti, per prima le loro.

Un romanzo abitato da personaggi presuntuosi ma disperati nelle proprie ambizioni, superbi ma affascinanti, come Gatsby appunto, che rapisce col suo fascino chiunque incontra sul suo cammino,  persino il narratore che lima all’inverosimile la scrittura fino all’incomprensibilità dei fatti a volte: Fitzgerald privilegia infatti la descrizione degli stati d’animo a quella dei fatti. Indugia sulla descrizione delle sensazioni che un personaggio provoca quando appare sulla scena, più che far comprendere bene chi è e come si chiama il personaggio che è appena entrato. Ho letto due volte il romanzo nel corso degli anni e ogni volta la stessa sensazione di incomprensione di certi passaggi è rimasta, ma forse è colpa mia!

Viva la nostalgia del passato, il romanticismo di certi incontri, ma forse qualche esplicazione in più non avrebbe fatto male. Scusa Scott la mia crudeltà!

Elisabetta Citro

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Elisabetta Citro

Elisabetta, detta Betta, nell’era virtuale ha scoperto come ama ancora e sempre la scrittura, e i libri, quelli di carta! Pur aprendo un blog personale quando tutti lo aprivano, nel 2007 ca., in cui parlava di precariato e lavoro (si chiamava tendenza interinale) ha capito che anche parlando degli altri (siano essi operai, insegnanti, ecc..), si parla sempre di sé stessi. Nata per caso nell’assolata Salerno, dopo un’infanzia a Torino, è tornata con la famiglia alla base, nella terra d’origine dei genitori e qui vive ancora ora, dopo diversi anni di lavoro nel campo della comunicazione, a Roma e Milano. Innamorata suo malgrado di Milano, meno di Roma, specie per le delusioni subite in quest’ultima città; anela un suo posto nel mondo, come ogni libro trova posto nella sua libreria.

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