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Gentiloni esiste grazie all’Italicum ma sarà a carico di Verdini
www.unavignettadipv.it ©Pietro Vanessi

Gentiloni esiste grazie all’Italicum ma sarà a carico di Verdini

Gentiloni esiste grazie all’Italicum ma sarà a carico di Verdini

Tutto costituzionale, tutto legittimo, tutto è andato come doveva andare. La prassi non fa una piega. Ci tengo a precisare che sono informato sull’articolo 92 della nostra carta fondamentale.

Il presidente Mattarella aveva solo due alternative: sciogliere le camere o cercare una “nuova” maggioranza (si fa per dire) e far rientrare la crisi di governo con un nuovo esecutivo che rispecchiasse i rapporti di forza nelle due camere (sottolineo nelle camere, perché nel corpo elettorale la situazione, se è possibile, è ancora più ingarbugliata).

L’Italicum “Incastratutto”

Ovviamente sarebbe stato un gesto irresponsabile andare al voto in queste condizioni. Mica si potevano mandare gli italiani alle urne con un Italicum valido solo per la camera dei deputati e che, oltretutto, è al vaglio della Corte Costituzionale?

A questo punto vanno ravvisate almeno due “stonature”. Stonature che fanno capire benissimo in che mani siamo stati e – ahinoi – restiamo. Innanzitutto il governo Renzi ha obbligato le camere ad approvare una legge elettorale “monca” – perché non prevedeva l’elezione diretta del Senato – con la presunzione di vincere certamente il referendum. Ma le cose sono andate diversamente.

Ora però, se mi è permesso, gradirei io citare la nostra amatissima Carta Fondamentale per mettere in evidenza che, surrettiziamente, Renzi e compagnucci di finocchiona, facendo approvare la legge elettorale prima della riforma costituzionale, hanno agito incostituzionalmente, contravvenendo per la precisione all’articolo 57. Infatti, nel momento in cui l’Italicum è passato, il Senato era “ancora” un organo “elettivo” su base regionale. L’Italicum – all’epoca – era quindi “cronologicamente” incostituzionale!

Dunque, se vogliamo fare i “precisini”, chi ha “illegittimamente” messo il carro davanti ai buoi con la certezza di vincere il 4 dicembre è stato proprio Renzi. Chi ha modificato il metodo elettivo prima ancora di rendere la Costituzione “adatta” a tale modifica è stata proprio quella cricca di incapaci che ora ci ritroviamo “pari, pari”  capitanata dall’ omino di paglia Gentiloni.

Da tutto ciò che ne consegue che tale illegittima “boria” e sospetta “fregola di riforme” hanno contribuito ancora di più a complicare la situazione. Se, per esempio, il governo avesse modificato la legge elettorale “solo dopo” il risultato referendario, ora avremmo avuto in panchina il caro e vecchio mattarellum, grazie al quale il Presidente della Repubblica avrebbe potuto sciogliere le camere e mandare tutti al voto.

Se la memoria non mi inganna – e purtroppo non lo fa – la Corte Costituzionale nel mandare al macero il porcellum indicò proprio il mattarellum come la legge elettorale meno indecente.

Tale indicazione non fu ascoltata allora e resta inascoltata adesso; il proporzionale nessuno lo vuole … nonostante tutta la II parte della nostra Costituzione “insista” e non si stanchi mai di sottolineare che i rappresentanti dei cittadini devono essere eletti in modo “diretto”.

Ne consegue che i 1019 giorni di governo Renzi hanno letteralmente paralizzato l’impianto istituzionale del Paese. Grazie a questa “quisquilia d’ indecenza” non si può andare avanti e né si può tornare indietro. Siamo letteralmente bloccati, incastrati a questa maggioranza e a questa classe politica.

La Costituzione – grazie a Dio – non si cambia, ma lo strumento attraverso il quale dovrebbe essere applicata è non solo in odore di illegittimità, ma è addirittura in “evidente” contraddizione con i principi fondanti delle istituzioni di questo paese.

Con l’Italicum approvato, Renzi ha buttato una grossa chiave inglese nel motore del paese! E bravo il meccanico! E pensare che già scorrazzavamo nel circondario a tre pistoni!   

 

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Come ti giri giri, sei circondato!
PV Pietro Vanessi PV ©Pietro Vanessi

 

L’Ala oscura di Verdini

Ieri il Governo Gentiloni ha incassato la fiducia del Senato. Tutto è andato bene e l’esecutivo ha ottenuto gli stessi voti che ottenne Renzi. I grillini sono andati a farsi un giro, la Lega ha votato contro e ha votato no anche un altro gruppo parlamentare: i verdininiani di Ala. Ufficialmente la gang del Losco è offesa perché non ha ottenuto un ministero, ma ufficiosamente la cosa è molto più pruriginosa.

A pensarci bene, perché ad Ala dovrebbe interessare bazzicare nella maggioranza se si è sempre trovata bene a fare l’ago della bilancia? Signori, queste iene tutto sono tranne che idiote … mettiamocelo in testa! Il senato è il ventre molle della maggioranza, i numeri sono sempre risicati e si rischia sempre di far cadere tutto per un voto.

Qui la genaliata di Verdini e inquisiti belli!  Loro restano fuori, non appoggiano il governo, anzi si dichiarano contrari sia nella sostanza che nella forma. Però (c’è sempre un però) prima o poi dovrà pur capitare che il governo si troverà costretto a  elemosinare numeri per far passare qualche provvedimento “scomodo” al Senato, no? E allora chi  correrà in aiuto di Gentiloni?

Niente di più semplice e prevedibile. Possiamo star certi che nei momenti di difficoltà al Senato, Verdini e i suoi si dichiareranno disponibili a salvare Gentiloni. Ovviamente in casa Ala niente si fa per niente e “rivedremo” ancora una volta un intero esecutivo “cedere” e “sottostare” ai ricatti di un gruppetto di senatori criminali solo per restare in vita. Se Verdini fosse stato in maggioranza sarebbe stato “obbligato” dalla fiducia a sostenere il governo, mentre da esterno può fare il bello e il cattivo tempo per ottenere ciò che vuole in cambio di una manciata di voti vitali per mandare avanti la baracca.

La brutta gente è furba… e i verdiniani sono davvero loschi! Ma questi sono i tipi che piacciono tanto agli italiani!

Vignetta di Pietro Vanessi PV ©Pietro Vanessi

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Franco Giordano

1 Commento

  1. Non so voi ma… ho come la vaga sensazione che pur avendo votato NO, se avessi votato SI’ non sarebbe cambiato nulla.
    Non ce l’avete anche voi…?

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