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Confessioni di un borghese di Sandor Marai
Confessioni di Un Berghese Sandor Marai, Adelphi Edizioni

Confessioni di un borghese di Sandor Marai

Confessioni di un borghese di Sandor Marai Come già preannuncia il titolo, “Confessioni di un borghese” è una autobiografia dello scrittore, specie degli anni della sua infanzia e poi del periodo subito dopo il matrimonio quando iniziò a viaggiare per l’Europa. Come tutte le autobiografie l’autore sceglie cosa raccontare e cosa no, e infatti anche Sandor Marai non scrive una biografia cronologica, ma racconta diversi episodi presi a caso, e per interesse, sulla sua infanzia. La vita quotidiana di un bambino, i familiari, ecc…di questa numerosa e storica famiglia ungherese di cui faceva parte. Infatti la sua famiglia ha origine…

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Confessioni di un borghese di Sandor Marai

Come già preannuncia il titolo, “Confessioni di un borghese” è una autobiografia dello scrittore, specie degli anni della sua infanzia e poi del periodo subito dopo il matrimonio quando iniziò a viaggiare per l’Europa. Come tutte le autobiografie l’autore sceglie cosa raccontare e cosa no, e infatti anche Sandor Marai non scrive una biografia cronologica, ma racconta diversi episodi presi a caso, e per interesse, sulla sua infanzia. La vita quotidiana di un bambino, i familiari, ecc…di questa numerosa e storica famiglia ungherese di cui faceva parte. Infatti la sua famiglia ha origine nell’impero austro-ungarico e anche il suo cognome è stato semplificato in Marai ma in origine era più complesso.

Nonostante la decisione arbitraria nella scelta di quali episodi raccontare della sua infanzia, o proprio grazie a questi, il libro è molto godibile nel presentare in brevi capitoli tanti aspetti anche minimi della vita di un bambino borghese con una formazione intellettuale e scolastica mitteleuropea. Mentre la prima guerra mondiale è appena passata e l’Europa cambia volto e si prepara ad accogliere di lì a poco l’ideologia nazista.

La vita di Sandor è davvero un romanzo, legato anche molto all’Italia. Infatti nelle sue peregrinazioni, dopo il matrimonio  per l’Europa e nel suo sfuggire ogni genere di dittatura di idee, sia essa nazista o comunista, egli vivrà in diversi paesi europei e anche a Napoli, e a Salerno dopo la guerra, addirittura fino al 1980! Tutta la vita di Marai è un’avventura, degna per questo di finire in un libro che apparve in lingua originale edito addirittura in due volumi tra il 1934 e il 1935.

Nel libro è motivato tra l’altro anche il suo sentirsi appartenente/non appartenente della classe borghese: “…per mentalità, modo di vivere e condotta spirituale sono un borghese, e tuttavia mi sento a casa in qualsiasi ambiente tranne quello borghese…”

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Oltre ad essere raccontati nel libro tanti piccoli momenti di autodeterminazione della sua vocazione di scrittore: Marai si definisce scrittore a 34 anni, età in cui scrisse questa biografia, tanto quanto lo era a 14 anni. “Ho voluto scrivere da sempre”. Aggiunge che naturalmente a 14 anni non sapeva scrivere, ma sapeva che sarebbe diventato quello nella vita.

Il libro mostra la vita bohémienne in diversi aspetti, a Berlino e Parigi, quando qui si trasferisce con la moglie Lola, che sempre lo seguirà, nonostante a volte abbiano periodi di lunga separazione. Merito di Marai è stato anche quello di scoprire tra i primi le opere di Kafka e di averlo fatto conoscere alle masse.

Parla in questo libro anche della guerra, di come cambia gli uomini, ma anche del sentire europeo, e di come questo esistesse in alcuni uomini, ben prima che esistesse un qualsiasi argomento Europa unita; oppure parla anche della nostalgia che si prova quando si vive lontano dal proprio paese, anche quando questo è pieno di contraddizioni, come la Germania e il suo impero, dal quale sta scappando, come molti. E parla persino di Mussolini e della sua ascesa, sempre senza far nomi o senza parlare direttamente di politica, da qui si vede ancora l’abilità del grande scrittore.

Elisabetta Citro

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Elisabetta Citro

Elisabetta, detta Betta, nell’era virtuale ha scoperto come ama ancora e sempre la scrittura, e i libri, quelli di carta! Pur aprendo un blog personale quando tutti lo aprivano, nel 2007 ca., in cui parlava di precariato e lavoro (si chiamava tendenza interinale) ha capito che anche parlando degli altri (siano essi operai, insegnanti, ecc..), si parla sempre di sé stessi. Nata per caso nell’assolata Salerno, dopo un’infanzia a Torino, è tornata con la famiglia alla base, nella terra d’origine dei genitori e qui vive ancora ora, dopo diversi anni di lavoro nel campo della comunicazione, a Roma e Milano. Innamorata suo malgrado di Milano, meno di Roma, specie per le delusioni subite in quest’ultima città; anela un suo posto nel mondo, come ogni libro trova posto nella sua libreria.

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