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22 Aprile 2017: La marcia per la scienza

22 Aprile 2017: La marcia per la scienza Un paio di mesi fa, sono stato messo al corrente di un articolo uscito sul Wall Street Journal , firmato da alcuni scienziati che negano che i cambiamenti climatici attuali siano causati principalmente dall'emissione di gas ad effetto serra dalle attività umane nell'atmosfera. Io ed i miei colleghi dell'Università della Campania, abbiamo pensato che fosse il caso di organizzare un seminario per spiegare perché la maggior parte degli scienziati concorda nell’attribuire alle attività umane la principale causa dei cambiamenti climatici attuali. All’articolo hanno fatto seguito una serie di dichiarazioni negazioniste e di decisioni di…

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22 Aprile 2017: La marcia per la scienza

Un paio di mesi fa, sono stato messo al corrente di un articolo uscito sul Wall Street Journal , firmato da alcuni scienziati che negano che i cambiamenti climatici attuali siano causati principalmente dall’emissione di gas ad effetto serra dalle attività umane nell’atmosfera. Io ed i miei colleghi dell’Università della Campania, abbiamo pensato che fosse il caso di organizzare un seminario per spiegare perché la maggior parte degli scienziati concorda nell’attribuire alle attività umane la principale causa dei cambiamenti climatici attuali. All’articolo hanno fatto seguito una serie di dichiarazioni negazioniste e di decisioni di tagli alla ricerca  da parte dell’amministrazione Trump, non solo in campo climatico-ambientale , ma anche in ambito medico (goo.gl/eoMHmX). Mentre discutevamo di come organizzare il seminario, ci siamo resi conto che gli scienziati statunitensi avevano deciso di reagire alle politiche negazioniste ed ai tagli alla ricerca del nuovo presidente statunitense, organizzando un evento: La marcia per la scienza. L’evento principale si è tenuto il 22 aprile a Washington DC.

Abbiamo così deciso di organizzare un evento satellite all’Università della Campania, dal titolo Cambiamo Marcia, composto da seminari e un mini-corteo, per riaffermare l’importanza della scienza e dei cambiamenti climatici nella nostra società. Abbiamo creato un evento Facebook  e un questionario online ). All’evento principale di Washington hanno aderito centinaia di eventi satelliti , non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa. Sul sito della marcia per la scienza, sulla mappa delle “marce satelliti”, trovate anche il nostro evento di Caserta.

L’evento si è sviluppato in due parti. La prima è consistita in seminari sul tema dei cambiamenti climati e della qualità dell’aria, a cura del Prof. Budillon dell’Università Parthenope di Napoli ed del Dr. Bonasoni del CNR di Bologna.

La seconda parte ha visto il dispiegarsi un mini-corteo che ha diretto tutti i partecipanti dall’Università alla Reggia di Caserta.

Durante l’evento, si è discusso di cambiamenti climatici e di qualità dell’aria, ma anche di come la politica sta cercando di far fronte ai problemi ambientali. Fortunatamente, dopo decenni di trattavie, nel dicembre del 2015 la conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ha approvato un accordo, il cosiddetto accordo di Parigi, grazie al quale tutti gli stati si impegnano a ridurre le proprie emissioni di gas ad effetto serra, al fine di mantenere l’aumento di temperatura al di sotto dei 2 °C rispetto all’epoca pre-industriale. Nell’accordo c’è anche un impegno a fare il possibile per raggiungere un obiettivo ancora più ambizioso: contenere l’aumento di temperature al di sotto di 1.5 °C. Per dare un senso della dimensione dei numeri di cui stiamo parlando, al momento si hanno prove del fatto che la temperatura è già aumentata di circa 1 °C rispetto all’epoca pre-industriale.

Gli scienziati hanno sviluppato modelli che dimostrano come non sia possibile raggiungere l’obiettivo di 1.5 °C se non sviluppando tecniche di rimozione di biossido di carbonio dall’atmosfera, tecniche che non sono ancora disponibili su larga scala. In altri termini, non basta smettere di bruciare combustibili fossili ed di emettere gas ad effetto serra. Se si vuole limitare l’aumento di temperatura a 1.5 °C si deve anche rimuovere parte di essi dall’atmosfera.

Alcuni scienziati hanno definito i cambiamenti climatici la più grande sfida che l’umanità abbia mai affrontato. Si dice che non abbiamo ereditato il mondo dai nostri antenati, ma lo abbiamo preso in prestito dai nostri discendenti. Quindi, abbiamo il compito di spingere perché la classe politica prenda decisioni che limitino gli effetti dei cambiamenti climatici. E’ questo il senso di questa giornata e della marcia per la scienza.

Mauro Rubino

fonte foto: March For Science

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Mauro Rubino

Mi chiamo Mauro Rubino e sono laureato in Scienze Ambientali. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in "Sviluppo e applicazioni di metodologie isotopiche nella ricerca in campo ambientale" presso la Seconda Università di Napoli, ho continuato a fare ricerca all'estero per 6 anni (2007-2013). Ho lavorato in Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Francia, Danimarca ed Australia. Una grande carriera culminata nell'incertezza tipica del quarantenne che non ha alcuna stabilità lavorativa! I progetti di ricerca ai quali ho lavorato avevano diversi obiettivi, ma un sfondo comune: lo studio del ciclo del carbonio per la comprensione dei cambiamenti climatici.

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